Amarella

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Nel Marchesato di Boscomare, esattamente nel villaggio di Senzavento, vive una bambina, la figlia del Marchese. I suoi genitori sono morti a causa di un naufragio e la piccola, da allora, non è più riuscita a tirar fuori una sola parola dalla bocca, solo grugniti e versi senza senso. La bambina è sotto la custodia dello zio, Leonardo Saverio Notti e affidata alle poco amorevoli cure degli invidiosi Poldo e Poldessa, il maggiordomo e la governante. Suo zio è malvagio e tutti intorno a lui incutono terrore nel regno, tenendo prigionieri persino gli animali. L’unico amico che ha la ragazzina è il giardiniere Agrifoglio che le insegna l’amore e il rispetto per la natura, e che decide di darle il nome “Amarella”.
Nel Castellaccio, però, si nasconde una minaccia spaventosa. Il Marchese Leonardo trascorre la maggior parte del tempo insieme al misterioso Dottor Cut.
La bambina, che crescendo diventa sempre più bella, non avendo amici e non potendo più passare il suo tempo con Agrifoglio a causa delle punizioni di Poldo e Poldina, comincia a manifestare una certa curiosità nei confronti del laboratorio del Dottor Cut, dove ogni giorno vede entrare lo zio.
Appena riesce a sfuggire agli sguardi del maggiordomo e di sua moglie, Amarella entra nella stanza e vede animali prigionieri nelle gabbie, strane pozioni e ibridi che violano le leggi della natura, come il “corvogatto”.
Prima che riesca a fuggire, Amarella viene scoperta e catturata. Comprende che il Dottor Cut non esiste, è solamente un alter ego di Leonardo Saverio Notti che sperimenta le sue folli idee tramite la magia nera.
Senza alcuna pietà, lo zio tiene in ostaggio Amarella e si prepara a compiere un nuovo incredibile esperimento; ai primi cenni della stregoneria Amarella sviene.
Al suo risveglio, la ragazzina si accorge di aver subito un’orrenda mutazione. Suo zio l’ha trasformata in una ragazza cigno.
Sconvolta dal suo nuovo aspetto, Amarella spalanca la finestra e vola via lontano, dirigendosi verso il bosco, sconosciuto e scuro.
La ragazza cigno vola senza sosta, ora è sola e spaventata. Non sa cosa fare; chiunque incontri per strada scappa a gambe levate e la chiama “demonio”. Sconsolata, continua a volare, fino a che non ricorda che Agrifoglio le aveva parlato di un certo Mago, un mago del linguaggio che abita proprio nella zona più angusta del bosco. Amarella non si perde d’animo e dopo vari tentativi trova la dimora di Vox Vocamen Magus e di suo nipote Bufo Rospino.
Ma la ragazza purtroppo non sa parlare e non riesce a spiegare ai due cosa le sia successo. Nel tentativo di ridarle la parola, la giovane fa amicizia con cinghiali, api e altri cigni. Dopo innumerevoli esperimenti, il grande Mago, anziano e pasticcione, riesce a far tornare la parola ad Amarella che racconta finalmente la sua terribile storia. Vox Vocamen, insieme al suo fido assistente, non esita un attimo e decide di ridarle anche le sue sembianze di ragazza.
In questo modo Amarella potrà ritornare a casa, e, grazie all’aiuto dei suoi amici animali, sconfiggere il malvagio Leonardo Saverio Notti e salvare il suo Marchesato dalla tirannia.

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Nato ad Imperia nel 1945, Giuseppe Conte, scrittore, poeta e saggista, è stato editor di poesia per la casa editrice Guanda e ha scritto per diversi giornali e riviste nazionali. Ha prodotto e condotto un programma sulla poesia per la televisione italiana. Il suo primo libro di critica, La metafora barocca, è stato pubblicato nel 1972.

I temi principali della poetica di Conte sono il mito e la natura, che trovano spazio sia in L’ultimo aprile bianco (1979) che in L’Oceano e il ragazzo (1983). Quest’ultimo, tradotto in francese da Jean-Baptiste Para, ha vinto il premio Nelly Sachs nel 1989. Con il libro successivo, Le stagioni, Conte vince il Premio Montale.

Sillogi più recenti sono Canti d’oriente e d’occidente (1997), Nuovi Canti (2001) e Ferite e Rifioriture (Premio Viareggio 2006). Nel 2015, per gli Oscar Mondadori, Conte pubblica il volume Poesie 1983-2015. Nello stesso anno vince lo Janus Pannonius International Prize per la Poesia insieme al poeta americano Charles Bernstein.

Conte è anche autore di romanzi, tra i quali: Il terzo ufficiale (tradotto in Francia e vincitore del Premio Hemingway), La casa delle onde (finalista al Premio Strega 2005 e tradotto in Francia), L’adultera (tradotto in Francia e vincitore del Premio Manzoni per il miglior romanzo storico dell’anno 2009) e Il male veniva dal mare (2013).

Ha pubblicato saggi sul viaggio e sul mito (Terre del mito, Mondadori 1991 e Longanesi 2009), due libretti d’opera, tre testi teatrali e due antologie, La lirica d’occidente (1990) e La poesia del mondo (2003), che includono poemi di tradizione araba, persiana, turca, indiana, cinese e giapponese.

È anche traduttore di Blake, Shelley, Whitman e D.H. Lawrence.

Ha letto la sua poesia in oltre 30 paesi, dalla Francia alla Russia, dagli Stati Uniti all’Argentina, dalla Svezia al Marocco, dal Portogallo a Cuba, dalla Turchia all’India. I suoi libri sono tradotti in francese, inglese, russo, greco, ungherese, ceco, arabo e gaelico.

Nel 2018 per Giunti uscirà un nuovo romanzo per adulti.

Attualmente vive a Sanremo.

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«Giuseppe Conte ha una straordinaria disinvoltura naturale nel racconto d'avventura e spoglia la sua narrazione di ogni pesantezza, di ogni convenzione, di ogni stereotipo...» - Le Monde

Con una testarda e amorosa pervicacia, Conte si è assunto la parte di ricordare cos'è la natura a un mondo che l'ha dimenticata: che cos'è il mare, che cos'è il vento, che cos'è un albero o una roccia.» - Pietro Citati, Corriere della Sera

«Cosa sono gli dèi oggi, per noi? Per Giuseppe Conte sono la presenza della preistoria nei luoghi [...] il permanere dello stupore delle origini, l'avida trepidazione del primo sguardo umano che distingue e nomina piante e animali e costellazioni.» - Italo Calvino, La Repubblica su "L'Oceano e il ragazzo"

Exhibited At: International book fairs

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